PADOVA IN FLAMES 2008

Ovverosia: la più lunga partita giocata (finora) al Circolo!

di Franz Basso

Premessa: Questo è un resoconto di parte, non obiettivo e rispecchia solo le opinioni personali dell’autore.

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Intro - '39/'42 - '43/'45 - Dopoguerra

 

Verso la guerra

Decidiamo di provare unacampagna di World in Flames verso la fine del dicembre 2007, mentre stiamo terminando una partita a Seven Ages. Siamo solo in tre e quindi, giocoforza, piazzeremo lo scenario “Fascist Tide” che simula la sola guerra in Europa ed Africa: Sebastiano “von Lettow” Sitran terrà Germania e Italia e giocherà contro Andrea “sgt.Pavlov” Pavan che terrà Francia e URSS e il Francesco "Franz" Basso che terrà USA e Commonwealth. La scelta di non giocare l’intera guerra è dettato anche dalla mancanza di spazio al Circolo nell’armadio delle mappe che, come noto, ha soltanto cinque ripiani: noi ne occuperemo tre con il nostro scenario e ci sarebbero serviti anche gli altri due per piazzare le mappe del Pacifico. Non potremmo certamente occupare l’intero armadio con un unico gioco che si prospetta assai lungo (alla fine durerà quasi un anno, con 30 sessioni di gioco per un totale di più di 120 ore).
Chi conosce World in Flames sa bene che, oltre a scegliere quale scenario giocare, bisogna anche accordarsi su quale regolamento utilizzare. E già, perché sebbene il gioco ormai si fregi della boriosa dicitura “Final Edition”, il regolamento è già arrivato alla versione 7.0, e sono usciti una dozzina di supplementi, espansioni, annual con pedine, etc. Visto che useremo la mia copia del gioco, e visto che non ho più aggiornato la “Final (!?!) Edition” dopo il 2000, giocheremo solo con le regole uscite nello scorso millennio (!), con la sola aggiunta, tanto per provarli, dei leaders del supplemento “Leaders in Flames”. Ci accordiamo inoltre su quali regole opzionali utilizzare, scegliendo di giocare con la maggior parte di esse.

 

Il Piano degli Alleati

All’inizio della partita l’iniziativa è nella mani dell’Asse, per cui gli Alleati sono costretti ad adeguare la propria strategia alle decisioni del nemico. C’è però un collo di bottiglia attraverso il quale tutti i giocatori dell’Asse devono passare: la conquista della Francia. Ed il primo scopo che si prefiggono gli Alleati è rendere tale conquista il più difficile possibile Quindi: massiccio invio di rinforzi inglesi, contrattacchi e attacchi aerei ogni volta sia possibile, etc.
Una volta caduta la Francia, la strategia degli Alleati dipenderà dalle scelte della Germania; se questa, come probabile, punterà decisamente contro la Russia, scopo degli Alleati sarà quello di realizzare questi quattro obiettivi: a) far entrare in guerra gli Stati Uniti il prima possibile, entro la fine del 1941, adottando una scelta di opzioni USA e di richieste URSS oltremodo “buoniste”; b) scaglionare il profondità le difese dell’Armata Rossa, rifiutando sin da subito l’aleatorio gioco del “pact garrison” (tralasciando quindi il tentativo di impedire la rottura del trattato Riebentropp-Molotov schierando le truppe vicino al confine, errore storicamente costato caro ai russi);
c) tenere sin da subito un atteggiamento aggressivo nei confronti dell'Italia, per impedire di rafforzarsi e nella speranza di farla cadere entro la fine del 1942 (anche per togliere flessibilità alle operazioni della Germania); d) una volta cominciata l’Operazione Barbarossa, fornire ogni aiuto possibile all’URSS, sotto forma di risorse, punti di produzione, unità di guarnigione. Come si vedrà, dopo un inizio veramente disastroso, il Piano funzionerà più o meno come previsto, con solo qualche aggiustamento.

 

Piazzamento iniziale

Le forze armate di tutte le nazioni vengono piazzate in modo piu’ o meno standard, anche se la conoscenza di quel che è accaduto sessant’anni fa fornisce una sorta di preveggenza ai giocatori, che modificano un po’ gli schieramenti: così il Commonwealth presidia per bene Gibilterra e Malta, e tiene le navi da trasporto pronte per portare il BEF sul continente, la Francia conserva un’armata di manovra ai confini con il Belgio ma non lascia sguarnito il punto di giunzione con la linea Maginot… la Germania è l’unica che si discosta radicalmente dal piazzamento “storico”, e concentra i suoi corpi d’armata d’elite ai confini con il Belgio, lasciando meno di un terzo del suo esercito ad occuparsi della Polonia.

 

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