Pathfinder Campaign - Carrion Crown - capitolo primo

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Pathfinder Campaign - Carrion Crown - capitolo primo

Messaggioda JaimeSommers » sab set 29, 2012 11:05 am


Dal diario di Beatrix Schwartz:

"Ravengro, Ustalav

Dopo qualche giorno di viaggio da Lepidstadt, sono arrivata al cimitero del villaggio di Ravengro giusto in tempo per portare la bara del caro professor Lorrimor. Lì ho conosciuto Kendra, la figlia del professore, di cui lui mi aveva spesso parlato sin da piccola. Affranta, comprensibilmente. Penso di sapere come si senta. Oltre al mio grande affetto per Lorrimor, anch'io in un certo senso ho appena perso mio padre... Ma non voglio pensarci ora.

L'accoglienza riservata a me ed agli altri tre convocati al funerale non è stata delle migliori. Questa gente è prevenuta nei confronti degli stranieri in un modo che non avevo mai visto prima. Lepidstat, con la sua varietà culturale e di costumi, è proprio tanto lontana. Non so se sia stupidità, ignoranza, paura, un misto di tutto ciò, fatto sta che mentre portavamo la bara sei bifolchi del posto sono intervenuti tentando di impedire che il professore ricevesse giusta sepoltura ed insultandoci pesantemente. Ho provato a dissuaderli, così come hanno fatto gli altri tre, senza fargli troppo male, ma non hanno colto il poco velato suggerimento ed ho perso la pazienza. Per fortuna non ho ferito nessuno... la nostra posizione è già tanto delicata così come stanno le cose, probabilmente mandarne qualcuno all'ospedale non avrebbe giovato affatto. Inoltre, considerando la loro palese xenofobia, sarà meglio che io continui a tenere occhi bassi e mani conserte, ed usi meno possibile i poteri conferitimi dal Settimo Velo, benedetto sia il suo Nome.

Con l'intervento del prelato di Pharasma le acque si sono calmate ed il funerale si è svolto senza altri incidenti. E' stato bello ed al contempo triste ricordare davanti ai presenti (stranamente molto pochi, per la verità: Lorrimor, professore emerito, grande esploratore, bibliofilo ed avventuriero, ha avuto al suo funerale appena una manciata di persone) le serate d'infanzia trascorse davanti al camino con lui e mio padre, ascoltando i racconti delle sue ultime scoperte, guardandolo mentre sfogliava affascinato uno dei suoi amati libri. Anche gli altri hanno raccontato delle loro esperienze con il professore.

Kendra ci ha chiesto dopo la cerimonia di recarci con lei nella loro dimora (una bella casa, grande e piena zeppa di libri, com'era prevedibile) e lì abbiamo ascoltato le ultime volontà di Lorrimor. Il suo primo pensiero è stato per sua figlia: ci ha chiesto di proteggerla in questo momento difficile, di starle vicino per il tempo che le occorrerà per decidere cosa fare della casa e delle proprietà ereditate; inoltre ci ha lasciato un bauletto con alcuni libri da consegnare a Lepidstadt. Ma la cosa più interessante è stata la lettura del suo diario! Mi ero chiesta spesso come mai una persona così intelligente, colta e dedita alla ricerca come il professor Lorrimor avesse potuto ritirarsi in un posto dimenticato dagli Dei e dagli uomini come Ravengro. Ora lo so: il professore si era impegnato nell'ennesima ricerca... stavolta però deve aver tentato di inghiottire un boccone troppo grosso, che gli è andato di traverso. Che siano stati i non morti della prigione di Harrowstone, poco fuori Ravengro, a fracassargli il cranio, o questa organizzazione segreta di cui parla nel suo diario, the Whispering Ways, sta di fatto che la storia della morte accidentale mi convince sempre meno. Inoltre ho la sensazione che tutte le nostre ricerche in biblioteca ci stiano facendo perdere tempo ed i locali sono decisamente poco disposti ad aiutarci (che gente). Dalle note del professore traspare in tutta evidenza la fretta ed il timore che un ritardo nell'agire avrebbe causato un disastro... e noi siamo qui da tre giorni a sfogliare libri e tentare di ricavare informazioni dai bifolchi xenofobi di un paesotto sperduto.

Cercherò di convincere gli altri tre a darci una mossa e fare quantomeno una ricognizione ad Harrowstone. La storia della statua imbrattata di sangue non mi piace affatto, secondo me si sta muovendo qualcosa, e rischiamo di agire troppo tardi, proprio come temeva Lorrimor. "
Ultima modifica di JaimeSommers il dom ott 14, 2012 11:21 am, modificato 1 volta in totale.
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Re: Pathfinder Campaign - Carrion Crown - capitolo primo

Messaggioda JaimeSommers » sab ott 13, 2012 2:28 am

Dal diario di Beatrix Schwartz:

"Ravengro, Ustalav

Finalmente un po' d'azione! Oggi David Cole ed io siamo andati a fare un sopralluogo ad Harrowstone: non siamo riusciti a capire se la gargoyle di pietra che ha schiacciato il professor Lorrimor sia caduta spontaneamente o meno, tuttavia abbiamo scoperto qualcosa di molto interessante. David, che non mi sembra un tipo pavido, non appena varcate le mura esterne della prigione (anzi, per la verità era giusto sopra il camminamento) è stato preso da un attacco di paura improvviso ed evidentemente di origine innaturale (tanto è vero che tentando di scendere dalla sommità del muro è caduto e si è fatto anche male). C'è qualcosa, in quella maledetta prigione, che mette duramente alla prova la volontà di chi si avvicina: ci sono voluti alcuni minuti ed una certa distanza prima che David riprendesse il pieno controllo di sé.

Stasera, invece, col favore delle tenebre, siamo andati tutti insieme alla falsa cripta nel cimitero. Pochi pericoli (un paio di scarafaggi di grossa taglia prontamente serviti di tutto punto dai miei colleghi) ed un bel po' di oggetti interessanti ed utili in vista della missione che ormai si profila inevitabilmente all'orizzonte: ripulire la prigione di Harrowstone mettendo fine al pericolo che essa rappresenta per gli abitanti di Ravengro e quindi anche per Kendra Lorrimor.

Tra gli oggetti trovati nella cripta c'è anche una tavoletta per comunicare con gli spiriti, un oggetto potente e pericoloso: Nicholas ha provato ad usarla e si è ritrovato con la mente confusa al punto da farsi molto male fisicamente. Edgard è subito intervenuto a curarlo, evitandomi la scocciatura di dover palesare i miei poteri di guarigione, meglio così.

Cambiando argomento, i miei colleghi sembrano molto incuriositi dal mio riserbo, e di certo l'aver mostrato i miei artigli non ha placato la loro curiosità, tutt'altro; ad ogni modo, finora solo Nicholas ha scoperto la verità sulla mia dedizione al Settimo Velo, benedetto sia il Suo nome. A dirla tutta, ho dovuto condurlo io sulla strada giusta, mostrandogli il palmo della mano con il simbolo della Dea, in quanto aveva iniziato a trarre conclusioni errate (Lamashtu! ma come gli è venuto in mente). Spero che manterrà il segreto come promesso. David sospetta, probabilmente, ma non mi ha ancora detto nulla, e apprezzo il suo riserbo.

Il nuovo arrivato, Edgard, è attraente e molto consapevole di esserlo. I suoi modi fin troppo espansivi mi mettono un po' a disagio, spero che mi lascerà in pace, potrei reagire male altrimenti.

Ripensandoci, comunque, c'è qualcosa che non mi torna: cosa c'entrano gli spiriti di Harrowstone con la statua insanguinata del warden? Dubito che uno spettro si prenda la briga di lasciare il luogo che sta infestando (con successo, devo dire, tra i locali non pochi sembrano terrorizzati dal posto) per avvicinarsi al paese al solo scopo di imbrattare un monumento. Che si tratti di una mano diversa? E in che modo è collegata ai fantasmi della prigione... ammesso che esista un collegamento?

Un segreto in più da svelare, per illuminare la via verso la verità. Mia Signora, sono al tuo servizio, e verrò a capo di questa faccenda, costi quel che costi".
Ultima modifica di JaimeSommers il sab ott 27, 2012 7:48 pm, modificato 1 volta in totale.
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Pathfinder Campaign - Carrion Crown - capitolo primo

Messaggioda JaimeSommers » sab ott 27, 2012 7:47 pm

Dal diario di Beatrix Schwartz:

"Ravengro, Ustalav

La situazione a Ravengro diventa più complessa e pericolosa ogni giorno che passa. Il fitto mistero che avvolge come un velo soffocante questo posto desolato sta iniziando tuttavia a sollevarsi, non senza un aiuto consistente da parte dei cinque ospiti e della padrona di casa Lorrimor.

Qualche giorno fa Nicholas ed io abbiamo fatto una sortita all'interno di Harrowstone, protetti dall'invisibilità ai non morti con cui la mia Signora mi ha consentito di occultarci. Abbiamo così constatato di persona che il posto è effettivamente infestato dai fantasmi dei disgraziati periti nel terribile incendio di cinquant'anni fa (li abbiamo visti mentre tentavano di fuggire dal portone d'ingresso, solo per venire inghiottiti dal nulla, un'esperienza da brivido ma sostanzialmente innocua).

C'è però molto altro ad Harrowstone, e molto più pericoloso. Non solo il gelo mortale che ha ferito sia me che Nicholas, no: frugando nelle stanze vicine all'ingresso abbiamo trovato gli schedari dei detenuti e (dopo una seconda spedizione) siamo riusciti a portarli tutti a casa Lorrimor, dove Kendra, Belzoni e David li hanno studiati a fondo, scoprendo che al tempo dell'incendio c'erano ben cinque criminali estremamente pericolosi rinchiusi tra le mura della prigione di massima sicurezza.

Cito a memoria: un ciarlatano imbroglione che ha indirettamente causato la morte di chissà quante persone; una specie di pifferaio che dissanguava le sue vittime per dar da bere ai propri "cuccioli" (styrges, bestie raccapriccianti che si nutrono del sangue delle persone: ne sa qualcosa Edgard, che è stato ridotto male da due di loro comparse all'improvviso in mezzo alla piazza di Ravengro, e che ha dovuto trascorrere diversi giorni a letto prima di rimettersi); un pazzo assassino che ha prima frantumato il cranio della moglie, presunta infedele, con un martello, e poi, preso da un folle rimorso, ha tentato di rimetterne insieme i pezzi utilizzando all'occorrenza frammenti dei crani di altre sue sfortunate vittime; un omicida seriale che decapitava le sue vittime con un'ascia; ed infine un criminale ossessionato dai nomi delle sue vittime, che usava scrivere con il sangue, una lettera alla volta, finché, una volta composto l'intero nome, le uccideva.

La scoperta di questi fatti inquietanti non è stata affatto facile ed ha richiesto diversi giorni di lavoro ai nostri tre esperti; forse però il ricordo di quei mostri non è svanito del tutto dalla memoria degli abitanti del villaggio: Edgard ha sentito delle bambine canticchiare una filastrocca macabra che richiama, seppure in criptici versi, le orrende gesta di ciascuno di loro.

Nel frattempo, la statua del warden è stata nuovamente imbrattata di sangue, ed ogni volta compare una nuova lettera, come se qualcuno stesse scrivendo un nome. Il collegamento con il criminale morto nell'incendio di Harrowstone è stato per noi praticamente immediato; ancora più preoccupante è che le lettere comparse, V E S O , sembrano riferirsi a Vesorianna, la moglie del warden perita anche lei nell'incendio, ed i cui lamenti sono stati uditi dalla gente di Ravengro. Il folle non morto vuole forse sbarazzarsi di Vesorianna? Lei sta forse trattenendo in qualche modo il male all'interno della prigione? Verrebbe da pensare che una tale incombenza dovrebbe ricadere sulle "spalle" del marito (del suo spirito, per meglio dire), ma di costui non vi è traccia, e secondo me la sua scomparsa ha qualcosa a che fare con le scritte arcane che abbiamo trovato sulle mura di Harrowstone, che ripetevano il nome del warden come un mantra, o un rituale di qualche tipo. La Whispering Ways, d'altro canto, potrebbe voler fare proprio questo, liberare i cinque fantasmi malvagi per unirli alla propria causa al servizio del male. Non possiamo permetterlo.

L'idea di montare la guardia alla statua del warden ha dato i suoi frutti questa notte: Edgard, ben nascosto nei pressi del monumento, è riuscito a vedere un uomo che scriveva le lettere sulla statua con del sangue di gatto. Non lo ha fermato ma ce ne ha fornito una descrizione accurata: a questo punto, si rende necessario coinvolgere lo sceriffo, vuoi perché da soli sarebbe difficile identificare il colpevole, vuoi anche perché questo nuovo evento rischia di peggiorare irrimediabilmente la nostra posizione di stranieri sospetti a Ravengro, e personalmente non ci tengo proprio a finire dietro le sbarre in questo posto da brivido. E inoltre, non c'è rimasto molto tempo: "Vesorianna" è un nome di dieci lettere, e quattro sono già state scritte. Non oso pensare a cosa accadrebbe se il nome fosse completato e la presa di Vesorianna sui non morti di Harrowstone dovesse indebolirsi troppo."
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Re: Pathfinder Campaign - Carrion Crown - capitolo primo

Messaggioda JaimeSommers » sab nov 03, 2012 5:54 pm

Ravengro, Ustalav - Infermeria della prigione di massima sicurezza di Harrowstone

"Oh Dea, questa volta sono veramente nei guai! Eppure le sorti di questa avventura sembravano volgere a nostro favore solo fino a pochi istanti fa…

Abbiamo raccontato allo sceriffo dell’avvistamento del misterioso individuo al monumento del warden, e lui ha riconosciuto dalla descrizione di Edgar uno dei bifolchi del luogo di nome Gibs, per inciso lo stesso che ha fomentato la prima scaramuccia al nostro arrivo, prima del funerale del professore. Ci siamo successivamente recati alla sua fattoria insieme allo sceriffo ed al prelato di Pharasma, la cui magia divina è stata tuttavia sufficiente solo ad accertare la verità insita sia nelle nostre accuse che nella difesa ostinata di questo contadino xenofobo dalla lingua tagliente. Per fortuna lo sceriffo, uomo intelligente e capace, ha ordinato una discreta sorveglianza della fattoria; la sera stessa i suoi vice hanno beccato Gibs che tornava dalla sua solita sortita con un coltellaccio e del sangue di maiale. Il villano non era in sé; i vice sceriffi raccontano che con voce stranamente gutturale blaterava frasi quali “NON RIUSCIRETE A TENERCI DENTRO, LA DONNA MORIRÀ DI NUOVO”, il che conferma i nostri già forti sospetti sui cinque spiriti degli assassini periti tra le mura di Harrowstone e sugli sforzi di Vesorianna, la moglie del warden, per tenerli confinati nel perimetro della prigione. Sforzi che sembrano vacillare: gli spiriti, a quanto pare, riescono sempre più spesso a sfuggire al suo controllo.

Mentre eravamo alla prigione a montare la guardia al prigioniero Gibs, apparentemente ancora inconsapevole di essere un burattino nelle mani spettrali del terribile Splatter Man, siamo stati raggiunti dalla notizia che al cimitero di Ravengro i morti stavano uscendo dalle loro tombe! Edgar, Nicholas ed io siamo corsi sul luogo insieme allo sceriffo ed abbiamo ingaggiato un’aspra battaglia contro cinque non morti, mentre Belzoni procedeva di gran carriera verso casa Lorrimor a prendere l’ “artiglieria” che avevamo trovato nella falsa cripta. Lo scontro è stato aspro, cruento e dall’esito funesto: abbiamo sconfitto i non morti, ma lo sceriffo ha perso la vita. Una grave perdita per questo luogo già afflitto da tante sventure: un uomo coraggioso di cui Ravengro aveva disperatamente bisogno.

Non potendo più ignorare gli eventi ed i gravi pericoli che incombono su Ravengro, il Consiglio ha radunato l’assemblea nella town hall, chiedendo anche la nostra partecipazione alla riunione. Proprio mentre padre Greenburrow si accingeva a parlare davanti all’ampia platea, cinque incendi sono divampati contemporaneamente sulle pareti laterali dell’ampia sala, diffondendosi con rapidità e ferocia del tutto innaturali! A poco sono serviti i nostri sforzi nel tentativo di domare le fiamme. Per fortuna il notevole sangue freddo di Belzoni, che ha guidato i presenti in una fuga rapida ma ordinata, ha impedito che qualcuno perisse tra le fiamme. Qualcuno dei paesani, beninteso, perché Edgar, Nicholas ed io eravamo molto, troppo vicini ai focolai dell’incendio, ed era prevedibile che uno di noi ne rimanesse gravemente ferito. E’ toccato a me, Dea; con orrore ho sentito le fiamme avvilupparmi completamente e divorarmi le carni, nonostante da principio tentassi coraggiosamente di ignorarle e successivamente di rotolarmi a terra nel tentativo di spegnerle. Infine, sono riuscita solo ad uscire a fatica dalla sala per poi rovinare in terra priva di sensi. L’intervento di Kendra, Edgar (un “bon toso”, come dicono da queste parti, sempre pronto a regalare una cura ai bisognosi) ed infine la Tua Mano Pietosa e l’intervento di padre Greenburrow mi hanno strappata all’abbraccio della morte, ma non dimenticherò facilmente la sensazione orripilante del fuoco che mi dilaniava.

Se non altro, gli ultimi avvenimenti hanno avuto due effetti positivi: scuotere il Consiglio, la Chiesa di Pharasma e la popolazione dall’inspiegabile torpore delle scorse settimane e favorire un atteggiamento più amichevole dei locali nei nostri confronti. Oh Dea, quando piove, diluvia: adesso persino i bambini ci additano come eroi e quando giocano fingono di essere noi! Il clero locale ci ha garantito il suo supporto, il Consiglio ci ha ingaggiati ufficialmente per porre fine alla minaccia che incombe. Forti di questo nuovo sostegno, abbiamo intrapreso una nuova spedizione ad Harrowstone, tutti meno David che sembra caduto preda di una fascinazione invincibile ad opera della sterminata biblioteca di casa Lorrimor. Il tentativo di usare nuovamente la tavoletta degli spiriti non ha sortito risultati significativi, quindi non ci è rimasto altro da fare che esplorare palmo a palmo la prigione.

Dopo aver superato ragni di ragguardevoli dimensioni, manette impazzite ed una camicia di forza dotata di una propria volontà maligna, siamo giunti finalmente faccia a faccia con colei che abbiamo tentato disperatamente di contattare: Vesorianna!
Oh Dea, che grande pietà suscita questo spirito inquieto eppure ancora pieno di coraggio e di dedizione. La triste storia della giovane donna, la cui manifestazione costituisce oggi l’unico ostacolo che si frappone tra Ravengro (e forse l’intera Ustalav) e le folli ambizioni sanguinarie dei cinque spiriti assassini, ci è stata infine rivelata dalla sua stessa voce spettrale. Vesorianna, stupita dal ritardo del marito (il warden della prigione), dopo averlo atteso inutilmente al desco coniugale della casetta di fronte ad Harrowstone, era andata a cercarlo nella struttura centrale, solo per trovarsi rinchiusa a chiave dalle guardie nel tentativo di proteggerla dai prigionieri insorti. La stanza che doveva essere il suo rifugio è divenuta la sua tomba: ignara dell’esistenza di un passaggio segreto che portava alla lavanderia e che le avrebbe forse consentito di sfuggire alla sua sorte atroce, Vesorianna morì soffocata dal fumo acre dell’incendio che distrusse Harrowstone. Le sue ossa ora giacciono seminascoste dal pesante tendaggio all’estremità della stanza.

Con voce d’oltretomba Vesorianna ha confermato tutti i nostri sospetti: gli spiriti inquieti dei cinque assassini si sono fatti più forti dopo che alcuni misteriosi individui (membri della Whispering Way, indubbiamente), grazie ad un oscuro rituale profano celebrato circa un mese fa, si sono impadroniti dello spirito del warden. Vesorianna ha altresì assistito all’omicidio (perché di questo si è trattato, ora lo sappiamo con certezza) del caro professor Lorrimor ad opera di uno dei membri di questa setta sconosciuta e potente. Da quel giorno Vesorianna ha tentato con tutte le sue forze di contenere il male entro le mura di Harrowstone, ma la sua presa vacilla e potrebbe presto cedere se non la aiutiamo. Ella ci ha chiesto di distruggere le manifestazioni malvagie dei cinque prigionieri e di portarle il simbolo del potere del marito, così da consentirle di impedire il riformarsi delle infestazioni maligne. Riteniamo che tale simbolo possa essere il manganello del warden, che compare anche nella statua a lui dedicata a Ravengro, e che senza dubbio si trova al piano inferiore, a quanto pare raggiungibile solo dal montacarichi visto che la scalinata è stata resa inagibile dalla downfall di cinquant’anni fa (l’estremo tentativo del warden di contenere la fuga dei prigionieri).

Abbiamo dunque lasciato Vesorianna con la promessa di portare a compimento la missione affidataci, ed abbiamo proseguito nell’esplorazione del piano terra della prigione di Harrowstone. Tutto sembrava filare liscio fino a pochi istanti fa, quando con una spallata abbiamo sfondato l’ennesima porta della prigione per trovarci davanti una stanza le cui suppellettili lasciano chiaramente intendere un uso di tipo medico (l’infermeria, supponiamo). Appena entrati, una nuova manifestazione del male ha iniziato a prendere forma nell’aria immobile, ed abbiamo tutti avvertito una ondata di gelida paura riversarsi dentro di noi; ma mentre io con uno sforzo sovrumano sono riuscita a resistere al terrore, i miei compagni, il buon Edgar, il brillante Belzoni ed il valoroso Nicholas, se la sono data a gambe levate!

Ora sono sola in questa stanza fredda in cui si sta addensando uno spirito maligno. Gli oggetti taglienti iniziano a volare intorno a me. Avverto l’intento omicida, l’odio che si riversa su di me come un’onda di mare in tempesta. Sivanah, aiutami! PROTEGGIMI DAL MALE! "
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Re: Pathfinder Campaign - Carrion Crown - capitolo primo

Messaggioda JaimeSommers » mar nov 27, 2012 5:34 pm

Dal diario di Beatrix Schwartz:

“Ravengro, Ustalav

Sono giorni intensi, difficili e pericolosi, questi che stiamo vivendo. Ogni nuova sortita ad Harrowstone porta con sé minacce sempre più inquietanti e potenzialmente letali. Solo la tua mano, mia Signora, mi ha più volte salvata dalle emanazioni maligne che infestano questo luogo di dolore e disperazione senza fine.

Abbiamo ripulito i due piani superiori della struttura, incontrando e – dopo un lungo ed aspro scontro – distruggendo lo spirito di uno dei cinque assassini di Harrowstone, il Piper, insieme alle sue stirgi raccapriccianti. Abbiamo affrontato – per ora senza successo – lo spettro della falce che coglieva le teste dei miserabili condannati a morte. Discesi nel sotterraneo della prigione attraverso il pozzo del vecchio montacarichi, siamo stati duramente colpiti dal fantasma del capo delle guardie, caduto infine sotto i nostri colpi in un’ultima drammatica esplosione infuocata.

Siamo tornati a casa Lorrimor in condizioni pietose, bruciati, feriti, lividi e sanguinanti, con Nicholas appeso alla vita con un filo di seta di ragno. Ci siamo rattoppati alla bell’e meglio per prendere parte al funerale dello sceriffo, ma io sinceramente non ero proprio dell’umore adatto per stare in mezzo alla gente ed avrei di gran lunga preferito rimanere per conto mio a meditare ancora un po’, approfittando della quiete che regna nelle grandi stanze della residenza Lorrimor.

Eppure non ho paura, tutt’altro: oggi avverto dentro di me un’energia nuova, una determinazione che fino a ieri mi era sconosciuta. Stanotte ho sognato di volare in alto, comodamente adagiata su uno dei tuoi Sacri Veli, in quel momento benedetto in cui la notte cede il passo ad un nuovo giorno, ed ho sognato che il sole che sorgeva sembrava più grande, più caldo e carico di energia. Stamane le mie preghiere sono state esaudite più di quanto fosse mai accaduto prima d’ora. Farò buon uso della Tua Grazia, mia Signora: i non morti di Harrowstone troveranno pane per i loro denti.”
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Pathfinder Campaign - Carrion Crown - capitolo primo

Messaggioda JaimeSommers » mer gen 02, 2013 11:12 am

Dal diario di Beatrix Schwartz

"Ravengro, Ustalav

E' una mattina fredda e tersa quella che vede tutti gli abitanti del villaggio di Ravengro raccolti in religioso silenzio intorno a padre Greenburrow, in piedi accanto al monumento del warden. Le parole dell'anziano sacerdote di Pharasma si levano al cielo a ricordare l'eroico sacrificio del guardiano di Harrowstone, i cui resti mortali riposano ora ai piedi della casetta di fronte alla prigione, insieme a quelli della giovane, sfortunata e coraggiosa moglie Vesorianna.

E' a questa donna straordinaria, la cui vera storia gli abitanti di Ravengro non conosceranno mai, che d’istinto si volge il mio pensiero, mentre a capo chino e mani conserte rivolgo l'ennesima, silenziosa e fervida preghiera di ringraziamento al Sacro Velo di Sivanah. Vesorianna, che ha saputo contenere il terrore all'interno delle mura di Harrowstone quel tanto che è bastato per consentirci di distruggere gli spiriti ribelli degli assassini che minacciavano di dilagare nelle terre degli uomini portando morte e distruzione; Vesorianna, che con un ultimo, supremo sforzo di volontà ha annientato le mefitiche infestazioni che ancora popolavano la prigione, prima di svanire per sempre. Ancora scorgo dietro le palpebre chiuse il lampo accecante di energia purificatrice scaturito dalle mani di Vesorianna levate al cielo, chiuse intorno al badge del marito.

Ma, oh Dea, quanto sangue, quanto terrore, quanti pericoli abbiamo corso per giungere a quel supremo istante di liberazione! Più di una volta siamo stati ad un passo dalla morte. Gli spiriti inquieti dei prigionieri di Harrowstone hanno usato tutte le loro astuzie per impedirci di compiere la nostra missione: e non si trattava di bestie insane, ma di entità dotate di un’intelligenza brillante e malvagia, capaci di tramare, pianificare, attaccare di sorpresa, ritirarsi al momento opportuno per poi tornare a colpirci alle spalle usando tutti i loro poteri arcani con l’intento di distruggerci nel modo più cruento possibile. Solo con l’intelligenza – l’arma che fora qualunque velo - , l’intuito, la coordinazione siamo riusciti nel nostro intento.

Una volta trovati gli oggetti appartenuti ai cinque spiriti maggiori che infestavano la prigione, non ci abbiamo messo molto a capire che dovevano essere usati contro i loro proprietari. E’ così che abbiamo posto fine alla non vita del temibile ed astuto Vance Saetressle, the Lopper, il tagliatore di teste, le cui brillanti tattiche di combattimento ci avevano costretto inizialmente ad una fuga precipitosa. Ispin Onyxcudgel, il Mosswater Marauder, con la sua ossessione di ricostruire il teschio della moglie da lui brutalmente uccisa, non è stato difficile da distruggere, mentre Sefick Corvin – soprannominato Father Charlatan - l’imbroglione, ha messo a dura prova la volontà di Edgar, intrappolandolo in una realtà immaginaria a cui solo con un grande, ammirevole sforzo il nostro giovane ed affascinante compagno è riuscito a sfuggire. Quanto a me, sono giunta ad un passo dalla morte a causa di una specie di pozzanghera di acido animata, che si è rivelata molto più pericolosa di quanto incautamente avevo supposto! Ancora una volta è stata l’azione coordinata del gruppo a salvare la situazione.

Ma il vero nemico ci attendeva al varco. Lo scontro con il malvagio professor Feramin, il terribile Splatter Man, che in vita scriveva il nome delle sue vittime una lettera alla volta e poi, una volta completato, le uccideva nei modi più cruenti che si possano immaginare, e che nella morte stava minacciando Vesorianna nel tentativo di sfuggire al suo controllo, è stato così spaventoso che ancora non ho cuore di richiamarlo alla memoria nella sua interezza. Ricordo le mura grondanti di sangue e le iniziali dei nostri nomi che vi comparivano incutendo un terrore insano nelle nostre menti; ricordo i lampi accecanti dei potenti missili magici che più e più volte ci hanno gravemente ferito; ricordo le sue grida furibonde che laceravano l’aria greve di paura e di morte ad ogni pagina che strappavamo dal suo libro di incantesimi. E ricordo, sì, ricordo il coraggio straordinario, la determinazione inflessibile negli sguardi dei miei compagni: Belzoni, mano forte e sicura che mai mancava un colpo con le sue pietre magiche; Edgar, che affrontando a viso aperto le proprie paure ci ha fornito il supporto indispensabile a sopravvivere al massacro; l’espressione ferale sul volto di Nicholas quando ha sferrato il colpo decisivo che ha finalmente annientato l’ombra assassina di Hean Feramin, consegnando il suo spirito malvagio all’oltretomba per sempre.

Il terribile peso che gravava su Harrowstone, su Ravengro e su di noi è stato finalmente sollevato. In quest’alba fresca e serena avverto chiara e cristallina la presenza della mia Dea e la dolcezza della sua benedizione che mi riscalda l’anima. Ci concederemo alcuni giorni di riposo qui a Ravengro prima di partire alla volta di Lepidstadt, per riconsegnare i libri del professore come ci aveva chiesto nel suo testamento.

Ma non mi illudo, mia Signora, che le prove siano finite qui. Non dimentico infatti l’esistenza della setta segreta, la Whispering Way, che ha sottratto da Harrowstone lo spirito del warden. Di certo c’è un piano potente e malvagio dietro questo atto profano, ed ho la sensazione che ne sentiremo ancora parlare."
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Personaggi ed interpreti

Messaggioda JaimeSommers » mer gen 02, 2013 11:58 am

Game Master: Massimo "Samhain"

Beatrix Schwartz (Bea) - chierico di Sivanah: Angela "JaimeSommers"
Belzoni - bardo archeologo: Andrea "sgt. Pavlov"
David - mago: Daniele "Primodan"
Edgar - oracolo della Dark Tapestry: Stefano "Dulcamara"
Nicholas - magus: Diego "Diego R."

La campagna di Carrion Crown proseguirà nel nuovo thread dedicato al secondo modulo.
Grazie a tutti!
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Re: Pathfinder Campaign - Carrion Crown - capitolo primo

Messaggioda FollettoVagabondo » sab apr 20, 2013 5:42 pm

Ciao scusate l'ignoranza ma gli scritti qui sopra sono la cronaca delle varie partite che giocate al venerdi?
Domanda di riserva Pathfinder è un RPG? E quale ambientazione ha?
grazie ^^
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Re: Pathfinder Campaign - Carrion Crown - capitolo primo

Messaggioda JaimeSommers » sab apr 20, 2013 9:56 pm

Ciao! I messaggi qui sopra sono la cronaca di una campagna di gioco di ruolo che stiamo svolgendo in Circolo. I soci coinvolti sono 5 (un master e quattro giocatori) e giochiamo quasi tutti i venerdì. Ovviamente il gioco di ruolo è solo una delle attività che si svolgono in Circolo: solitamente si organizzano diversi giochi da tavolo e/o partite di tornei.

Pathfinder è un RPG in stile Dungeons & Dragons realizzato dalla Paizo, puoi pensarlo come una versione "3.6" di D&D ;)
Puoi trovare maggiori informazioni in merito a Pathfinder sul loro sito http://paizo.com/pathfinderRPG
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